Originario di Genk (nelle Fiandre, provincia del Limburgo), il belga Ruben Bemelmans si ritira dal tennis agonistico all’età di 34 anni. Mancino, tocco delicato ma fisico non imponente (è alto 1,83) ha vinto un torneo di doppio nel circuito maggiore al Farmers Classic 2012 di Los Angeles, in coppia con Xavier Malisse, battendo i britannici Jamie Delgado/Ken Skupski. Vanta inoltre una semifinale in singolare nel circuito ATP all’European Open 2017 di Anversa. Proprio il torneo in cui l’altro giorno, dopo aver perso nel primo turno delle qualificazioni contro Geoffrey Blancaneaux, ha annunciato il suo ritiro. Occupava ancora la posizione n.547 ATP ma era ormai da mesi che non giocava, esattamente da giugno quando perse al Challenger di Ikley dal connazionale Zizou Bergs, proprio colui che da oggi inizierà a seguire come coach.
I suoi migliori ranking ATP sono stati l’84º posto in singolare nel settembre 2015 e il 128º in doppio nell’ottobre 2012. Nel 2008 ha esordito nella squadra belga di Coppa Davis con cui ha raggiunto la finale nel 2015 e nel 2017.
Ha raggiunto il terzo turno a Wimbledon nel 2017 (battè Haas e Medvedev per poi cedere in tre combattuti set a Kevin Anderson) e US Open (2015) e il secondo negli altri due Slam. Ha vinto 6 Challenger (Wolfsburg 2009, Wolfsburg 2011, Eckental 2014, Guadalupe 2015, Koblenz 2017 e Cherbourg 2021) oltre a 14 Futures. Nei Challenger ha perso 13 finali, dimostrando di non essere proprio un cuor di leone. Sicuramente sulla sua decisione ha influito il matrimonio celebrato nel luglio 2019 e la nascita del figlio Rocco. Nello stesso mese e anno in cui si è sposato ha battuto un record molto particolare: il più lungo toilet-break della storia del tennis. E’ successo questo: al termine del secondo set nel match di qualificazione per Wimbledon, contro lo svedese Elias Ymer, andò in bagno, scortato come da regolamento da un giudice di linea. Ma una volta chiusosi nel bagno… non riuscì ad uscirne. La serratura si era rotta e non c’era verso di riaprirla. Allora, temendo di perdere a tavolino, Bemelmans convinse il giudice di linea di avvertire l’arbitro che se il suo ritorno fosse avvenuto oltre il timing concesso non sarebbe stata colpa sua. La liberazione del giocatore richiese qualcosa come 16 minuti, record assolutamente imbattibile. Il bello è che, ripreso il gioco, era stato Ymer a innervosirsi talmente tanto da finire per perdere la partita.