3 – i Roland Garros sinora conquistati in carriera da Novak Djokovic. La vittoria del suo terzo French Open e, contestualmente, il raggiungimento del traguardo del 23° Slam vinto sono state molto commentate negli ultimi giorni. Si è invece provato molto meno a dare una valutazione complessiva del rendimento in carriera del serbo sulla terra battuta, la superficie dove impiega più tempo per trovare il suo miglior tennis, ma sulla quale si è comunque già tolto moltissime soddisfazioni. Oltre ai tre Major parigini sul rosso Djokovic ha vinto ben 11 Masters 1000 (6 volte Roma, 3 Madrid e 2 Monte Carlo) e altri cinque tornei di categoria inferiore, ai quali vanno aggiunte altre 14 finali complessivamente raggiunte. Basterebbe questo per fare capire a quale livello Djokovic abbia portato il proprio rendimento anche sulla terra battuta, ma un approfondimento in merito è anche un modo per guardare indietro e citare con un pizzico di nostalgia tante leggende del tennis maschile.

Ad ogni modo anche altre statistiche relative alle partite giocate sul rosso e al torneo più importante del calendario tennistico sulla terra battuta, il Roland Garros, fanno emergere vari dati che confermano Diokovic tra i migliori “terraioli” di sempre. Sebbene i dati qui raccolti siano riferiti alla sola Era Open (ovvero, da fine aprile 1968 a oggi), si può notare come nelle varie tabelle proposte il nome di Djokovic sia quasi sempre ai primi posti. Leggendole c’è un’ulteriore conferma (non necessaria) di come Rafael Nadal – al primo posto in tutte le tabelle dal maggior peso specifico –sulla terra battuta abbia ottenuto di gran lunga la maggior quantità di successi, risultati che lo pongono senza dubbio come il più forte di sempre su questa superficie. Dietro al campione maiorchino emerge, anche guardando le statistiche, la figura di Bjorn Borg: per lo svedese è indiscutibile la titolarità del secondo miglior record assoluto sulla terra battuta. Sono tante le statistiche che confermano una sensazione già molto diffusa tra gli appassionati: partendo dai sei titoli vinti in sei finali giocate al Roland Garros (alle quali va aggiunta quella persa sulla terra verde degli US Open 1976 contro Jimmy Connors), passando per le due sole sconfitte (entrambe contro Panatta) in 51 match giocati nello Slam parigino e finendo con la seconda miglior percentuale tra match vinti e giocati sul rosso. Una posizione detenuta, tra l’altro, sia contando tutti i match giocati nel circuito sia considerando esclusivamente quelli disputati contro colleghi nella top ten del ranking.

Dietro a Nadal e Borg sono tanti i campioni che possono candidarsi per il terzo gradino del podio virtuale di miglior tennista di sempre (o quantomeno, dell’Era Open) sulla terra battuta. Così come per il GOAT, è in realtà impossibile paragonare seriamente tennisti allenatisi secondo le diverse metodologie di ciascuna epoca e che giocavano con differenti attrezzature contro avversari diversi per ogni loro carriera. Questo è solo un gioco per guardarsi indietro e citare con gratitudine le imprese di grandi campioni che hanno regalato emozioni indimenticabili agli appassionati. Venendo all’analisi veloce delle varie tabelle, va premesso che dopo Nadal e Borg il tennista ad aver vinto più Roland Garros è Henri Cochet, che vinse quattro volte il Major parigino (1926, 1928, 1930, 1932), ma questa analisi non considera i tennisti disimpegnatisi prima dell’Era Open o i risultati parziali ottenuti da alcuni di loro prima che il tennis aprisse al professionismo.

Tornando alla ricerca del proprietario del terzo gradino del podio, Djokovic è uno dei vari campioni ad aver vinto almeno tre volte il Roland Garros: gli altri sono Lendl, Kuerten, Wilander e Vilas (ci sarebbe anche Renè Lacoste, che ottenne anche due finali a Parigi). Il serbo si avvantaggia su tutti questi campioni per la maggiore capacità di arrivare alle fasi decisive del torneo parigino: è primo sia per finali perse (7) che per piazzamento in semi (5). Un fattore importante, al quale va aggiunta la quarta posizione assoluta nella percentuale di partite vinte-giocate sul rosso, anche perché il serbo è “penalizzato” dall’aver dovuto affrontare 28 volte sulla terra battuta il migliore di tutti, Rafael Nadal. Contro il 14 volte campione del Roland Garros, tra chi lo ha incontrato almeno 5 volte, il serbo ha percentualmente il quarto miglior record (28,6% di vittoria) dopo Gaudio (3-3, ma il vincitore del French Open 2004 vinse i primi tre confronti diretti quando Rafa non era ancora del tutto esploso), Fognini e Thiem (entrambi con il 33,4% di successi, il ligure con un bilancio di 3-6 e l’austriaco di 4-8). Djokovic è però uno dei due uomini (assieme a Soderling) ad aver vinto contro Nadal al Roland Garros (e Nole è l’unico ad esserci riuscito in due occasioni) ed è nettamente primo per bilancio tra i tennisti che hanno affrontato Rafa almeno dieci volte. In una carriera che lo vede ininterrottamente nel grande tennis da oltre 18 anni (è entrato nella top 100 per la prima volta il 4 luglio del 2005) Djokovic ha affrontato più di una generazione di grandi tennisti sul rosso e, tra chi ha incontrato almeno in tre circostanze sulla terra battuta, è in passivo solo con Nadal. Il serbo ha invece un bilancio in parità con Federer (4-4 e 1-1 a Parigi), Thiem (3-3 e 1-2 al Roland Garros), Ferrer (3-3) e Verdasco (3-3 e 2-0 nel Major sul rosso) e con tutti gli altri colleghi ha un bilancio positivo.

Tutti dati che da soli non bastano per definirlo il terzo miglior giocatore di sempre (o per meglio dire, dell’Era Open, visto che sono stati considerati solo i risultati ottenuti da fine aprile 1968 in poi) sul rosso, ma che per stabilirlo hanno consentito di nominare per le loro gesta tanti campioni.