Leggere gli attacchi rivolti a Matteo Berrettini e a Melissa Satta, non può che costringere a riflettere su quanto l’odierna società abbia perso valori così importanti come quelli dell’empatia, del rispetto, del silenzio. C’è un ragazzo distrutto, non solo fisicamente, da un’infinità di infortuni che non gli han permesso di respirare da Wimbledon 2022. Il covid, l’addome, la caviglia, i muscoli, il piede destro… Probabilmente è impossibile per un qualcuno che non fa dello sport la propria intera vita, comprendere quanto la situazione dell’ex numero 6 al mondo, sia al limite del sopportabile. Come fare, allora? Serve continuare a provarci. Ed è ciò che fa Matteo Berrettini, da oltre due anni, provando disperatamente a tornare quel giocatore che ha riportato (finalmente) in alto il nostro paese, conquistando una finale Slam da sogno, dando speranza a milioni di tifosi italiani. Se oggi il tennis in Italia sta sempre più diventando uno sport “popolare”, è anche, soprattutto, merito suo.
Panatta dalla parte di Berrettini: “Era tra i primi dieci al mondo. Sono disgustato da certi commenti”
Il commento dell'ex campione sul calvario senza fine di Matteo Berrettini, e le inevitabili conseguenze in un mondo privo di empatia
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