M. Andreeva b. C. Tauson 7-6(1) 6-1
A 17 anni e 298 giorni, Mirra Andreeva diventa la più giovane giocatrice a vincere un torneo WTA 1000 dal 2009, data dell’introduzione di questo formato. Una prestazione incredibile al netto dell’emozione per la russa che supera una Clara Tauson mai doma, che però pecca nei momenti clou che alla fine decidono questa finale giovanissima. Andreeva diventa dunque la 47esima campionessa 1000, a pochi giorni di distanza dalla 46esima ovvero Amanda Anisimova in Qatar: è il quarto anno in cui ci sono due nuove campionesse WTA 1000 nei primi due tornei di categoria dell’anno. Era già successo nel 2014, 2017 e 2023.
1° set: si decide al tie-break, domina Andreeva
La parole chiave in questo inizio di partita è tensione. Infatti le due giocatrici, molto giovani e con davanti a sé un trofeo importante, non riescono ad esprimere il loro miglior tennis, come prevedibile. Il primo game in assoluto vede infatti subito una palla break in favore di Mirra Andreeva, ma Clara Tauson è abile a disinnescarla. Non riesce invece la difesa del breakpoint alla russa che consegna alla danese il primo break di giornata. Dura poco però il vantaggio effettivo di Tauson poiché rientra subito in partita Andreeva che alla seconda palla break del match effettua il più classico dei contro-break. Il terzo break consecutivo non arriva per questione di centimetri: Tauson, con due breakpoint a disposizione, sbaglia di poco il possibile vincente e Andreeva ringrazia. Sul 3-3 30-0 viene fuori tutto il nervosismo di Andreeva che dopo aver sprecato un punto praticamente già fatto a rete, si sfoga colpendo la pallina in maniera nervosa. Mirra però è brava a rientrare mentalmente in partita e al nono game sfrutta le insicurezze di Tauson (anche un doppio fallo) per conquistare il break che le permette di servire per il set. Vi ricordate la parola tensione? Ecco, ora più che mai andrebbe riutilizzata: Andreeva non regge la pressione e allunga il parziale complice il break di Tauson. Gli ultimi due game vanno via abbastanza velocemente e il tie-break è inevitabile. Qui Andreeva giganteggia e ottiene la bellezza di tre minibreak consecutivi, portandosi sul 6-0. Se i primi set point non vanno a segno, il terzo è formalità e chiude 7-1.
2° set: meraviglia Mirra!
La seconda frazione inizia in maniera molto equilibrata, fino a quando Andreeva non aumenta il giro dei motori e si ritrova ai vantaggi dove ottiene due palle break. Al secondo tentativo, la russa con un punto di carattere si porta avanti: ora deve “solamente” tenere i servizi per conquistare uno storico trofeo. Infatti il game successivo è pesantissimo sia mentalmente che fisicamente per le due atlete. Andreeva fronteggia tre break point, ma con un servizio spaventoso ai vantaggi si fa beffe delle chance danesi e ottiene l’hold più pesante dell’incontro. Tauson sembra sempre ad un passo dalla svolta, ma non riesce mai ad accompagnare dove vuole la pallina nel momento clou. Clara a questo punto perde la capacità di reagire e viene breakkata ancora, ma questa volta il peso è clamoroso perché poco dopo vale il titolo per la giovanissima Andreeva. Da lunedì sarà n.9 al mondo, più giovane top 10 dai tempi di Nicole Vaidisova nel 2007. La stella è definitivamente nata.