M. Berrettini b. [Q] C. O’Connell 7-6(2) 6-2
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Sicuro e devastante come una volta. Matteo Berrettini sta scoprendo una nuova giovinezza tennistica in queste settimane. Al Dubai Duty Free Tennis Championships, dopo il successo all’esordio contro Gael Monfils., è Christopher O’Connell la seconda vittima dell’azzurro. Il 30enne australiano ha ceduto con il punteggio di 7-6(2) 6-2 dopo un’ora e trentadue minuti di gioco. Ha fatto il possibile, specialmente nel primo set, trascinando il 28enne romano al tie-break. Qui, però, Matteo è salito in cattedra a modo suo: dritti, servizi e ancora dritti.
Replicando questo anche nel secondo set, il numero 30 ATP – che con questa vittoria sale al 28esimo posto nel ranking virtuale – ha regolato piuttosto facilmente l’avversario, in balia del suo tennis che, oltre ai già citati servizi e dritti, ha offerto anche ottimi rovesci accompagnati da una forma fisica fresca e smagliante. Secondo successo per Berrettini su O’Connell, dopo quello di pochi mesi fa a Shanghai, avvenuto mettendo a segno 15 ace, non offrendo palle break e perdendo solamente 7 punti in battuta su 52 totali. Ingiocabile.
Matteo avanza quindi al 35esimo quarto di finale ATP, il 15esimo su cemento e il secondo consecutivo dopo quello di Doha. Così come il connazionale Luca Nardi, cercherà ora pure lui un posto in semifinale. Per riuscirci dovrà però sconfiggere ai quarti uno tra Stefanos Tsitsipas e Karen Khachanov.
Primo set: O’Connell ci prova, ma servizio e dritto di Berrettini sono una sentenza
Non una partenza tra le migliori quella di O’Connell, subito costretto a fronteggiare tre palle break consecutive nel gioco d’apertura. In qualche modo l’australiano riesce a cancellarle e dall’altro lato Berrettini gli fa vedere poco dopo come si tiene il servizio senza faticare: a 0 e in pochi attimi. Si procede senza particolari indecisioni nei rispettivi turni di battuta. L’azzurro è un martello pneumatico e, a parte l’ottavo gioco portato a casa ai vantaggi, concede poco nulla. Per l’australiano, invece, non è di certo una passeggiata di salute tenere il servizio. Ci riesce però sempre, a 30 o ai vantaggi, e senza offrire palle break. L’unica altra chance di Berrettini in risposta si vede nell’undicesimo gioco, ma qui il tennista aussie stampa una bella prima e cancella l’occasione avversaria.
Ben presto si arriva quindi al tie-break, il terzo su altrettanti set disputati tra i due. A sbloccare l’equilibrio dei servizi è il 28enne romano, che nel quarto punto indovina un bel passante e l’australiano non riesce ad addomesticare la volée. Si gira sul 4-2 per il giocatore italiano. Continua a spaccare la palla Matteo con il dritto. O’Connell regge per qualche scambio, ma poi non può nulla e finisce per sbagliare. Altri due minibreak azzurri e il finalista di Wimbledon 2021 chiude il primo parziale 7-6(2) dopo cinquantasette minuti.
Secondo set: Berrettini scappa via nel punteggio, O’Connell perde il sentiero e inciampa
Come un fiume in piena. Berrettini strabordante in avvio di seconda frazione. Il colpo di inizio gioco è una certezza, il dritto pure, i movimenti sono veloci (per nulla pesanti) e dal lato del rovescio è solido e non regala nulla. Il numero 75 ATP prova di tutto per tenere il proprio turno di battuta: cambi di ritmo, palle piatte e alte sulla diagonale del rovescio, smorzate… ma niente da fare. L’azzurro afferra tutto ciò che può e nel secondo game, alla seconda palla break, gli strappa il servizio con l’ennesimo tracciante di dritto. Poi, conferma il break senza lasciare per strada punti e avanza sul 3-0.
La partita, in sostanza, finisce qui e lo si poteva fiutare dalle facce di entrambi i tennisti. Matteo da una parte, proiettato verso la vittoria, e Christopher dall’altra, un pesce fuor d’acqua senza più soluzioni. Non serve neanche il servizio all’azzurro per chiudere la sfida. Nell’ottavo game strappa nuovamente la battuta all’australiano, che dopo poco più di un’ora e mezza di tennis abbandona il campo da sconfitto. I quarti di finale sono italiani, conquistati con lo score di 7-6(2) 6-2.